furoshiki

ovvero: l'arte ecosostenibile di impacchettare con grazia 


Non so voi, ma i miei pacchetti natalizi sono quasi sempre un disastro. 

A fine novembre parto con le migliori intenzioni: acquisto carta in rotolo e splendidi fogli di ogni misura, quintali di nastri e fiocchi colorati e molteplici scotch, spendendo un mucchio di soldi... come se non bastassero quelli profusi per i regali.

Ma all'atto pratico non trovo mai in casa un posto adeguato per impacchettare (quasi sempre faccio delle sorprese, e la mia numerosa famiglia è ovunque) e quindi mi ritrovo clandestinamente chiusa in bagno, inginocchiata per terra a lottare in fretta e furia con ogni tipologia di impacchettamento e le mie giunture doloranti. 

L'effetto finale non è mai dei migliori. Spreco un mucchio di carta, i pacchetti hanno spesso un aspetto informe, lo scotch si appiccica dovunque tranne dove vorrei.

Da qualche anno mi sono rifugiata anche nell'acquisto di sacchetti regalo aggiuntivi - per blandire lo stress da incarto dell'ultimo minuto - ma non mi soddisfano per niente: sono impersonali e poco curati, con le loro forme indefinite.

Quindi quest'anno voglio cambiare regime: mi darò al furoshiki

A pensarci bene, visto che furoshiki  significa "fagotto da bagno", fa proprio al caso mio...chiusa in bagno a fare furoshiki, suona figo !



Per chi non è avezzo alle consuetudini giapponesi: il furoshiki è un'antica arte che utilizza pezzi di stoffa quadrata per impacchettare regali, trasportare cibi, creare delle borse per ogni utilizzo. E' anche una abitudine ecologica, visto che i ritagli di stoffa possono essere riutilizzati più e più volte. Nel caso dei doni, questi vengono aperti davanti al destinatario, e il donatore per consuetudine recupera la stoffa per i regali futuri, in un continuo ecologico riciclo.


Con  pezzi di stoffa quadrata - seta, cotone, materiale sintetico - si può elegantemente impacchettare qualsiasi oggetto di qualsiasi forma.

dal sito Furoshiki

queste sopra sono le tecniche più utilizzate,  nel tutorial/video sotto son spiegate meglio



Oggi ho deciso quindi di sperimentare il mio nuovo metodo di impacchettamento. Ho recuperato la stoffa a fiori delle vecchie tende della camera di mia figlia e l'ho tagliata in un quadrato di 80 cm. circa. Ho avvolto una scatola da scarpe - una forma semplice -  ma la stoffa non aveva l'orlo, era troppo spessa, e il pacchetto è venuto uno schifo.
Allora sono uscita e ho acquistato una tovaglietta quadrata  natalizia da Coin, e questo è il risultato:


ma perché l'ho messo per terra? l'abitudine...


ecco il mio Otsukai Tsustumi

La stoffa è sempre un po' troppo spessa e il fiocco non si annoda come dovrebbe, ma come primo esperimento può essere considerato soddisfacente.

Certo, se dal furoshiki vogliamo passare al furochic o ancor meglio al  furofancy, basterà utilizzare  un magnifico foulard vintage in seta. Il foulard è quadrato, è bordato, e la seta è l'ideale per confezionare un pacchetto perfetto.



Però poi sarà durissima recuperare il foulard ;)



...°O°...

Aggiornamento: Monica ci ha mandato le foto di furoshiki da lei preparati il natale scorso...




wow!

10 commenti:

  1. Bellissima idea, grazie per avermi fatto conoscere il furofancy ;)

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  2. bellissima idea! ma troppo avanti, io continuerò con i miei pacchetti un po' sbilenchi...

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    1. ma dai...cambiare è bello, almeno proviamoci!

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  3. Sono già 4 anni che uso questo metodo per impacchettare i regali di Natale e vorrei darvi qualche consiglio: comprate tessuti natalizi leggeri (anche tipo tenda magari dorata) nei negozi e spacci di scampoli e cercate dei pezzi molto grandi (ci vuole molto più tessuto rispetto alla carta), se dovete tagliarli, usate le forbici a zig-zag in modo che si sfilaccino il meno possibile, infine riportate a casa le stoffe almeno dei regali di chi passa il Natale con voi, in modo da riutilizzarli l'anno prossimo. Se parlate di "riciclo" e di "sistema ecologico" nessuno si meraviglierà!! Buon lavoro, avrete degli splendidi risultati!
    Monica

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  4. mi sembra un modo bellissimo e diverso per impacchettare i regali, ci provo! Poi l'idea di riutilizzare le stoffe mi piace molto, in effetti siamo troppo abituati allo spreco, è un fattore culturale che però da molte parti ormai viene posto in discussione, quindi ... ricicliamo, giustamente! Grazie per il suggerimento!!!!
    Simona

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Ringraziamo gli artisti Edel Rodriguez e Fabian Ciraolo per averci gentilmente concesso l'utilizzo delle immagini delle loro opere per la testata del blog.

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