donne in...Valentino: un 14 febbraio difficile da indossare




Meno 2 giorni al fatidico d-day della discriminazione: novello Mosè armato di freccia e di archetto, ecco San Valentino pronto ad aprire le acque e… salvare le anime felici e sommergere quelle infelici, far galleggiare i fortunati e mandare a fondo gli sfigati, innalzare i rigorosamente in coppia e far annegare i paria dell’amore. 
Appassiti i sogni di letti cosparsi di petali di rose
e rassegnate al pantapigiama da casa al posto dei tacchi alti, eccoci pronte ad affrontare un altro attacco sul fronte emotivo. Fortuna il tempo, generoso, tra un cuscinetto di adipe nuovo di zecca e l’altro, ci ha munito di preziosi parabordi per affrontare l’imminente inondazione. 

Gli adolescenti lo aspettano, gli snob lo ignorano, i single lo denigrano, 
i fidanzati lo dimenticano, i mariti semplicemente ne ignorano l’esistenza.


Monopolio di teenager dalle tasche impiastricciate di baci Perugina e Smemorande tappezzate di frasi d’ammmore. tripudio del Moccia per sempre e regno dei “io te 3 metri sopra il cielo” (che qualcuno mi deve spiegare cosa di preciso significhi, e se stare nella mesosfera sia cosa appetibile), la giornata di Cupido, a giudicare dalle affermazioni snobbistiche del consapevolmente-qualcuno “io ce l’ho un cervello” pare non interessare a molti. 

Non molti che però stranamente diventano un “quasi tutti” coloro che, quando, scattate le 23.59 del 14 febbraio non è arrivato nemmeno un mazzo di carciofi appassiti, un mini pugnetto di delusione allo stomaco alla fin fine si trovano a digerirlo. Tanto che, lo confermano i sondaggi di cui il web impazza e il povero utente si smazza, nemmeno la crisi ha scalfito lo spirito romantico del 63% degli italiani che, incurante del cuore infranto dal fisco, non rinuncerà a quanto pare a un’acquisto online. 

Secondo un’indagine svolta da Parship.it, nel giorno di San Valentino l’83% delle donne italiane non rinuncerebbe mai al fidanzato, nemmeno per George Clooney. Che sia colpa della dichiarata operazione chirurgica la dove non batte il sole o dell’inevitabile “che figura ci faccio io dopo la Canalis”, pare evidente piuttosto che puntare sull’impossibile è meglio tenersi il proprio improbabile. 

Scelte più o meno condivisibili a parte, nemmeno un kg di cioccolatini a forma di cuore o una foresta amazzonica di rose Baccara sarebbero in grado di illuminare le 50 sfumature di depressione per tutte coloro che, rendendo L. James la scrittrice più famosa del mondo, hanno confermato come, sotto le lenzuola, il piattume impera.

Cene pseudo-afrodisiache, finanziamenti a La Perla vari, intriganti giochi di luci e risparmi energetici vari pare non riescano comunque a risvegliare gli istinti primordiali di primati talmente evoluti da apparire evirati.

Tanto che, per mancanza di fiducia nell’aitantezza del proprio lui, anche tra le felicemente accasate, l’ultima tendenza di grido pare essere quella di passare San Valentino in compagnia del proprio cane: merito del quadripedismo o del pedigree almeno un pochino più puro, all’animale da letto è comunque preferibile il peloso animaletto.

redatto da Caterina Maestro

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