San Valentino, il ritorno al nido

Il 14 febbraio fu inizialmente una ricorrenza anglossassone del ‘ritorno al nido’, legata non tanto alle tradizioni religiose ma alla stagionalità. La data e i doni di San Valentino si ufficializzano come tradizione del fidanzamento con i pescatori di merluzzi e i cacciatori di balene americani all’inizio del secolo scorso. La tradizione è nata quando i pescatori si misero d’accordo per rientrare tutti assieme nei porti a data fissa, dando quell’unico appuntamento ai compratori provenienti da terra. In questo modo nessuno arrivava in anticipo con le primizie o altri restavano più a lungo in mare a riempire le stive e la data prescelta per questa ‘par condicio’ fu anche quella stagionalmente più corretta, e già tradizionalmente marcata dal ritorno, ovvero il 14 febbraio.

Oltre che con i compratori, pescatori e balenieri si ritrovavano pure con le loro donne, già mogli o aspiranti tali, e se la cattura dei merluzzi e delle balene era stata proficua, fioccavano i fidanzamenti e i matrimoni. In navigazione venivano pertanto preparati dei doni da consegnare alle beneamate, i sailor’s valentines: conchiglie incise, ricamini e intagli in legno, dalla cui tradizione derivano nella seconda metà dell’’800 le cartoline.



Il ritorno al nido ha forse ispirato quest'anno
Ferragamo con il suo volo di farfalle e cuori.




Valentine’s Day Limited Edition di Salvatore Ferragamo: il filmato ha tre finali differenti, scegliamo il nostro...io preferisco il numero 3




Ringrazio il prof. Sergio Angeletti (biologo di fama internazionale e giornalista-divulgatore eccelso) per il suo contributo culturale a questo post.




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Ringraziamo gli artisti Edel Rodriguez e Fabian Ciraolo per averci gentilmente concesso l'utilizzo delle immagini delle loro opere per la testata del blog.

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