Compleanno di facebook: odio e amore



Il 4 febbraio 2014 facebook compie 10 anni.


"Perché facebook sta avendo tanto successo? Perché non ci sono più le portinaie di una volta!".
Questa frase me la disse un amico nel lontano 2008, in occasione del boom di iscrizioni italiane al social più frequentato del mondo.
Passato l'entusiasmo e la curiosità (a volte pruriginosa) dei primi momenti, collegarsi a Facebook è diventato per molti (tantissimi) una consuetudine. Non si accede necessariamente per farsi gli affari degli altri o per condividere i propri, è soprattutto una distrazione. E anche se a volte non si  legge alcunché di interessante - la mia personale navigazione risulta spesso uno slalom noioso fra foto di gatti e cani, abbandonati e non - accedere al proprio profilo è una cosa che una tantum va fatta.
Per dire una cosa banale: chi di voi può rinunciare a collegarsi il giorno del proprio compleanno per vedere quanti amici - virtuali e reali - hanno lasciato un post di auguri?
Lo scorso anno ho collezionato 159 di questi post,e scusate se è poco... Quanto poi la cosa possa essere gratificante dipende dalla sensibilità individuale, dei 159 succitati auguri solo la metà erano di amici reali.

E qui parte l'inevitabile considerazione: i contatti di facebook - identificati dal social come 'amici' - sono effettivamente degli amici?


Negli anni di frequentazione  ho collezionato una quantità notevole di queste conoscenze virtuali. La loro proliferazione è avvenuta perlopiù per necessità: infatti per andare avanti nei vari  Farmville, Mafia wars etc. (una serie di giochi virali perditempo) più co-giocatori si conoscono più vantaggi si ottengono.

Ad un certo punto ho smesso di giocare, ma i contatti sono rimasti.

Quindi oggi, nonostante io abbia disabilitato le comunicazioni pertinenti le varie app giocose, la mia home è costellata di post in arabo, filippino e giapponese assolutamente incomprensibili ... si sa, i giochi non hanno frontiere.

Dovrei fare un bel repulisti, ma non mi decido mai. Anche perché a volte sono proprio questi amici immateriali  di paesi lontani che condividono le cose più interessanti, tendenzialmente belle foto o filmati inusuali.  Vista la ripetitività dei miei contatti italioti, la cosa non è da sottovalutare.

Facebook senza amici è in effetti una scatola vuota, ma ho deciso di eliminare almeno determinate categorie di persone, conosciute nella vita reale o meno.

Nella mia personale hit parade dell'utente da evitare, e quindi da cancellare,  primeggia l'aggiornatore folle, colui il quale non ha tendenzialmente nulla da comunicare se non la propria vita minuto per minuto.
Dal risveglio al mattino, con relativa comunicazione della scelta delle mutande e auguri di buona colazione a tutti, passa  al check di tutte le località frequentate durante la giornata (corredate da foto sul pranzo, merenda, scorcio passeggiata), il tutto inframezzato da frasi criptiche e laconiche (evidenti esche richiama-commenti) del genere: "aspettando..." (ma chi, Godot?!?), "oggi va così" (e come diavolo deve andare?), "sono triste" (chemmenefregammé, fattela passare!). GRRRRRR!!!


Al secondo posto, ma staccato di pochissimo, c'è l'amico ritrovato che non vedo da almeno 20 anni e che ha intrapreso una nuova attività commerciale. La sua mission è recuperare tutti gli amici dispersi per ampliare il bacino di potenziali clienti. Dopo i primi messaggi di convenevoli il suo intento si rivela in tutta la sua banalità, e mi rammento per quale motivo ci eravamo definitivamente persi di vista.


Al terzo posto metto i cliccatori seriali, quelli che condividono qualsiasi cosa postata da altri senza un minimo di spirito critico. Quelli che ti ripropongono notizie d'annata spacciandole per recentissime (pregandoti con entusiasmo di commentarle) e che ammorbano la loro pagina - o peggio, la mia! - con bufale e catene di Sant'Antonio a raffica. Affetti dalla sindrome del "mi piace"('sono collegato - ti ho visto - mi sei piaciuto') piazzano i loro apprezzamenti  dovunque, anche sulle comunicazioni di decessi o di sventure varie.   Una cosa che mi fa sempre venire dei nervi pazzeschi. Via! tutti da cassare!

Liking isn't helping

Per contro ho fatto alcune belle conoscenze che voglio mantenere.
Amici virtuali simpatici che sono nel tempo diventati reali per scelta o per un caso fortunato.
Amici virtuali che probabilmente rimarranno tali, ma che mi fanno ridere.
E infine quelli che  non conoscerò mai ma che sono sicuramente delle belle persone: dopo un po' di tempo il nostro istinto le riconosce.



Vabbé...è il suo compleanno... alla fine non cancellerò nessuno.


English version
February 14, 2014: facebook celebrates 10 years.

"Why is Facebook having so much success? Because there are no more concierges (doorkeepers)".
This is what a friend told me in 2008, during the Italian Facebook boom. 
After the very first enthusiasm and curiosity (sometimes morbid) connecting to Facebook, it has become a custom for a lot of people. The intent is not necessarily to know the affairs of others - or share your own -, it's mostly a recreation. And even if sometimes you don't read anything interesting - my personal surfing is often a slalom between boring pictures of cats and dogs, being abandoned or not - the access to our profile is a one-off thing that must be done .
Can you give up connecting on the day of your birthday to see how many friends - virtual and real - who have left a post card?
Last year I collected 159 of these posts, but only half  of them were from real friends .

Here starts the inevitable consideration:  Facebook contacts - identified by the social as 'friends' - are they really friends?

Over the years I collected a significant amount  of these virtual friendships. Their proliferation has taken place largely for necessity: in fact, when playing Farmville, Mafia Wars etc.  (a series of viral waste-time games), the more co-players you have the more benefits you can acquire.

At one point I stopped playing, but the contacts remained.

So today, even if I have disabled the communication of the various apps, my homepage is full of absolutely incomprehensible posts in Arabic, Japanese and Filipino...you know, games don't have borders!

Should I do a good clean-up, is the question, but I can never decide. Also because sometimes these intangible friends from faraway countries share the most interesting things, like beautiful photos or unusual videos. Regarding the repetitive nature of my Italian contacts, this matter is not to be underestimated.

Facebook without friends is an empty box, but I decided to eliminate at least some categories of persons, even if I know them in real life.

In my personal hit parade of the user to prevent - and then to delete - stands the Crazy Updater, the one who does not tend to communicate anything but his own life, minute by minute.

From waking up in the morning, he starts showing the choice of his underwear while giving us the best wishes for a good breakfast; then he proceeds checking all the places visited during the day (with photos of lunch, snack, walk, etc ), all interspersed with cryptic and laconic phrases like:" waiting for ..." "today things going so..." " I'm so sad..."GRRRRRR!!!

In second place, but very little disconnected, I put the friend that I have not known for 20 years and who has started a new business. His mission is recovering all the dispersed friends to expand the pool of potential customers. After the initial pleasantry posts, his intent is revealed in all its banality... and I remember why we definitely lost sight.

In third place I put the serial clickers, those who share anything posted by others without the minimal critical spirit. Those who will reproduce vintage news impersonating very recent (begging you to react with enthusiasm) and infect their page - or worse, my page! - with hoaxes and chain letters. Affected by the "I like" syndrome  (I'm connected - I saw you - I liked you) they place their appreciations anywhere, even on the communications of deaths or different misfortunes. This thing drives me crazy. Go! to zap all!

On the other hand I have made some beautiful friendships that I want to keep. 
Virtual friends, sympathetic ones, who have become over time, real ones by choice or by a fortunate accident. 
Virtual friends that probably will remain so, but they make me laugh. 

And finally, those who I will never know but are certainly nice people:  after a while, our instinct will recognize them.

Okay...It's facebook's birthday... in the end, I will erase no one.

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