Marsala: ecco la storia affascinante di questo vino

Una delle celebri massime, ricche di saggezza e di ispirazione canonica, di Sant’Agostino afferma che “la perfezione dell’uomo consiste nello scoprire le proprie imperfezioni”.

Difatti sono proprio le piccole e grandi opere, che l’essere umano persegue con scrupolo e saggezza ad attenuargli la pessima fama di un viscido opportunista.

Una cornice impressionistica, costituita da un mare tempestoso, aggressivo che mina per giunta l’integrità dell’uomo è lo scenario che si presenta a John Wodhouse Taker, capitano del brigantino britannico in una delle remote giornate a cavallo tra il 1700 ed il 1800.

Stanziatosi assieme al suo ammiragliato al porto di Marsala, soggiorna per un breve periodo in una sobria locanda del luogo ed ivi ha modo di degustare la bontà del “vinum perpetuum”, elaborato dal prezioso sapere del locandiere.

Ammaliata dalla piacevole bevanda, la compagnia inglese decide di munirsi di un considerevole carico di piccoli caratelli, colmi di questo mieloso nettare che risulterà successivamente fortificato da alcool etilico affinché il liquido non si alteri durante le peripezie di viaggio.

Sembrerebbe quasi insolito per i cosiddetti puristi ed estimatori del vino pensare ad un ambiente così arcano e ad una serie di circostanze accidentali, che hanno determinato la nascita ed il successo progressivo di tale vino “conciato”.

E’ proprio questa la denominazione che si attribuisce a tale tipologia di vini per via del loro particolare processo di lavorazione, attraverso il quale al mosto vengono addizionati “mistella”, mosto cotto o mosto concentrato ed alcool etilico volto ad interrompere la regolare fermentazione alcolica.

Pertanto è necessario distinguere il vino liquoroso, il cui mosto ha portato a termine la propria fermentazione,metabolizzando la propria riserva di zuccheri in alcool, che rientrerà nella categoria dei marsala secchi e semisecchi.

Mentre quando la fermentazione viene evidentemente interrotta,il blocco di zucchero permane nel liquido garantendo una produzione di marsala dolci.

Tuttavia la notorietà di un buon prodotto se ben trasmessa dal ramo dinastico non può dimenticarsi delle proprie origini,quindi è meritevole citare i propri progenitori di questo “frutto della storia”, quali il grillo, catarratto bianco lucido, catarratto bianco comune e damaschino per la versione ambra e oro; nerello mascalese e calabrese per la tipologia rubino.

In seguito alla conciatura del mosto,il vino trascorre in delle botti scolme per ¼ il suo periodo prestabilito di invecchiamento.

Ed è qui che avviene una sorta di periodo rinascimentale per questa punta di diamante,in cui il progressivo imbrunimento del mosto in vista di un ambiente ossidativo e le sensazioni olfattive che si sprigioneranno gradualmente, conferiranno a tale vino una ricchezza in morbidezza ed eleganza non indifferenti.

Tuttavia ancorarsi al passato in tutto e per tutto è una vera utopia,conseguentemente a ciò l’influenza costruttiva dei vini fortificati europei (Porto, Scherry, Madeira), ha permesso che anche il fratello illegittimo di tali prodotti godesse di un peculiare metodo di affinamento, il Soleras.

Codesta pratica ha mietuto un enorme successo per il Marsala, a testimonianza del fatto che numerose aziende elaborano con successo riserve del genere.

Il termine Soleras deriva da una parola iberica “sol” che significa suolo,infatti questa pratica consiste nell’accatastare delle file di botti in ordine di 5 o 10,non appena alle botti poste sul suolo vengono prelevate delle gocce di vino successivamente queste verranno rincalzate dal liquido delle botti sovrastanti.

Ciò funge da effetto migliorativo al fine di affievolire eventuali imperfezioni organolettiche che rischiano di alterare il prodotto conclusivo.

Il Marsala e il residuo zuccherino

Zuccheri (g/l)

Secco                           < 40

Semisecco                   40-100

Dolce                           > 100

Il Marsala e L’Invecchiamento

Alcol etilico minimo (%)   Invecchiamento

Minimo (anni)
Fine171
Superiore182
Superiore Riserva184
Vergine e/o185
Vergine e/o Soleras Stravecchio1810
Vergine e/o Soleras Riserva

Il Disciplinare: Marsala o Vino Marsala o Vino Di Marsala

Zona di produzione: comprende l’intera provincia di Trapani, ad esclusione del comune di Alcamo e delle isole di Pantelleria e Favignana.

Vitigni: per i Marsala Oro o Ambra:grillo e/o catarratto (tutte le varietà e tutti i cloni) e/o ansonica (inzolia) e/o damaschino; per i Marsala Rubino: pignatello (perticone) e/o calabrese(nero d’Avola) e\o nerello mascalese.

Possono concorrere , fino al 30% ,uve a bacca precedentemente summenzionate.

Sono inoltre ammesse altre indicazioni, che vengono riportate di seguito. Vecchio: per i Marsala che abbiano come minimo le caratteristiche per la qualifica Superiore.

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